SFORZA FRANCESCA
Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno. Viaggio nella Cecenia di Vladimir Putin
 
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L'autore. FRANCESCA SFORZA è giornalista per il quotidiano «La Stampa», per cui è stata corrispondente da Berlino e da Mosca


Introduzione. Present. Enzo Bettiza


L’altrosguardo - 1, pp. 140
marzo 2007
Soggetto
Storia contemporanea. Ricerca storica
Filosofia, pensiero politico, religione. Saggistica storica e critica
ISBN. [978-88-8402-563-0]

€ 12,00
 

L'opera. “Non c’è neanche un bianco su questo treno”, ha sibilato a mezza bocca un passeggero russo mentre saliva sul Mosca-Grozny, unico collegamento ancora attivo tra le due capitali. “Musi neri, culi neri”, così i russi chiamano i ceceni e tutti i caucasici. Non c’è pace né conciliazione nella Cecenia normalizzata di Vladimir Putin, dove la guerra ha preso forme diverse dallo scontro tra eserciti, ma non si è fatta per questo meno dolorosa: i ragazzi scompaiono – sottratti nottetempo con la forza da uomini col volto coperto – le donne combattono ogni giorno con la mancanza di acqua, di cibo, di protezione, e gli uomini sembrano in grado di pensare e agire solo in termini di offesa o di vendetta. Il biennio 2005/2006 sarà ricordato nel Caucaso come l’anno della “ceceniz-zazione” del conflitto, in cui i ceceni sono stati mandati l’uno contro l’altro segnando così il trionfo della politica del divide et impera di Putin. Un viaggio intenso, che attraverso incontri e testimonianze raccolte in presa diretta, cerca di andare alle radici del conflitto tra Russia e Cecenia, e della dialettica perversa che le tiene unite.

 

   

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