Andrea Lancia
Chiose alla Commedia
 
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Rassegna stampa relativa al volume

12/08/2012 - Sole 24 ore
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09/08/2012 - Avvenire
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19/07/2012 - Corriere della Sera
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AA.VV.
Dante poeta e italiano «legato con amore in un volume». Manoscritti e antiche stampe della Raccolta di Livio Ambrogio. Catalogo della Mostra di Roma, Palazzo Incontro, 21 giugno-31 luglio 2011

MALATO ENRICO
In difesa della Società Dantesca italiana

AA.VV.
Per beneficio e concordia di studio. Studi danteschi offerti a Enrico Malato per i suoi ottant'anni


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L'autore. Il curatore: Luca Azzetta è ricercatore in Italianistica e in Teoria e analisi del testo, ed è segretario di redazione del periodico «Rivista di Studi danteschi». Studia in particolare la tradizione dell'opera di Dante e gli antichi commenti alla Commedia i volgarizzamenti trecenteschi di area fiorentina, la loro tradizione e diffusione nei secoli XIV e XV.

Curatore: Luca Azzetta


Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi - 9, 2 to. di compless. pp. 1312, con 16 tavole f.t., di cui 4 a colori, ril., con sopraccoperta, in custodia
giugno 2012
Soggetto
Dante Alighieri. Testi
Filologia classica, medievale e umanistica. Testi
ISBN. 978-88-8402-745-0

€ 140,00 . € 112,00
 

L'opera. Il commento in volgare di Andrea Lancia alla Commedia rappresenta una scoperta recentissima nel panorama degli studi danteschi. Conservato nel ms. II I 39 della Bibl. Nazionale Centrale di Firenze, a lungo passato inosservato e ora riconosciuto autografo, fu realizzato tra il 1341 e il 1343 dal colto notaio fiorentino, personaggio di rilievo nella vita del Comune di Firenze, amico e collaboratore di letterati quali Giovanni Boccaccio e Giovanni Villani. L’edizione offre il testo integrale delle Chiose, finora inedite, corredato da un’introduzione e un commento, che consentono di verificare la sua portata innovativa nei confronti dell’antica esegesi alla Commedia (in particolare dell’Ottimo Commento, a lungo e indebitamente attribuito proprio al Lancia). Il commento del Lancia si avvale della lettura di molte opere classiche e medievali, e anche della conoscenza di opere del grande poeta fiorentino che pure ebbero circolazione rarissima e che lui cita esplicitamente: in primis il Convivio e l’Epistola a Cangrande; esso è dunque uno strumento privilegiato per accostarsi al poema dantesco attraverso gli occhi di uno dei suoi primi e più intelligenti lettori.

 

   

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