Sigismondo Fanti
Trattato di scrittura. Theorica et pratica de modo scribendi (Venezia 1514)
 
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L'autore. Nato a Ferrara, fu matematico, visse all'epoca dell'Ariosto e fu attivo nel primo trentennio del sec. XVI.

Curatore: ANTONIO CIARALLI e PAOLO PROCACCIOLI, nota al testo di PIERO LUCCHI


La scrittura nel Cinquecento. I manuali - 1, pp. CLX-96
aprile 2014
Soggetto
Filologia classica, medievale e umanistica. Testi
ISBN. 978-88-8402-909-6

€ 24,00
 

L'opera. Pubblicata a Venezia nel 1514, la Theorica et pratica de modo scribendi è l’opera d’esordio di un matematico ferrarese, Sigismondo Fanti, che nel 1521 era « inzegnero general » della Serenissima Repubblica e che è noto al lettore di cose cinquecentesche soprattutto per le quartine oracolari del Triompho di fortuna (1527). L’opera era il punto di arrivo della prima stagione di un dibattito che nel Quattrocento aveva coinvolto artisti come Leon Battista Alberti, Mantegna e Leonardo, umanisti e antiquari come Felice Feliciano, matematici come Luca Pacioli, e a sua volta inaugurava la nuova stagione dei trattati di scrittura, destinata a lasciare tracce signifi cative nella cultura grafi ca della modernità, e non solo di quella italiana. In quattro libri la Theorica offriva una trattazione sistematica della materia, che veniva presentata come un momento fondamentale nella formazione professionale e morale di ogni scrivente. Il primo libro, in particolare, ne illustrava gli aspetti tecnici, sia quelli materiali (si parlava della carta, dell’inchiostro, della penna) che quelli piú propriamente teorici (a partire dalle logiche geometriche implicate, soprattutto quelle euclidee). I tre successivi si impegnavano nell’illustrazione analitica, condotta lettera per lettera, dei piú importanti modelli grafici allora in corso.

 

   

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