Gabriella Alfieri
Verga
 
I tuoi acquisti
Non ci sono libri in acquisto  
 
Rassegna stampa relativa al volume

17/03/2017 - Oblio
Leggi l'articolo >>

 

01/10/2016 - Sicilia
Leggi l'articolo >>

 
Tutta la rassegna stampa dell'opera>>

Registrati per ricevere la Newsletter
Offerte

Enrico Malato
Dante al cospetto di Dio

Dante Alighieri
Monarchia

ALIGHIERI DANTE
La Vita nuova e le Rime


Tutti i libri in offerta >>

L'autore. Gabriella Alfieri insegna Storia della lingua italiana e Linguistica e didattica dei testi nell’Università di Catania, e presiede il Consiglio Scientifico della Fondazione Verga e il Comitato per l’«Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Verga». Ha studiato l’italiano letterario, paraletterario e radiotelevisivo, e con continuità Verga, dedicandogli volumi (tra cui Lettera e figura nella scrittura dei ‘Malavoglia’, Firenze 1983), e molti saggi.



Sestante - 36, pp. 364 - disponibile anche in ebook
marzo 2016
Soggetto
Letteratura italiana II. Otto e Novecento. Saggi
ISBN. 978-88-8402-960-7

€ 18,00
 

Ebook:

 
€ 11,99

 


€ 11,99

 


L'opera. La recente ripresa dell’«Edizione Nazionale» e la parallela riscoperta di manoscritti mancanti danno l’occasione per ridefinire la figura e l’opera di Giovanni Verga (1844-1922), caposcuola del verismo. Verga è stato testimone – solo all’apparenza distaccato – di quasi un secolo di vita dell’Italia, dall’impresa dei Mille fino alla Grande Guerra. Come scrittore ha attraversato le correnti e i generi fondanti della letteratura otto- novecentesca: dal romanticismo al decadentismo, dallo psicologismo al verismo, trasfondendo una vena di simbolismo in romanzi (storici, mondani, veristi) e drammi (“intimi” o rusticani), spingendo lo sperimentalismo fino alle sceneggiature cinematografiche. La sincronia di testi apparentemente incompatibili – come Storia di una capinera ed Eva, I Malavoglia e Il marito di Elena, Cavalleria rusticana e In portineria, Caccia al lupo e Caccia alla volpe – si giustifica con la volontà tenace di rappresentare l’universo sociale coevo con una forma di volta in volta inerente al soggetto, ma pure con la condizione tutta ottocentesca di scrittore-romanziere professionista che si adegua al mercato editoriale. Al centro di questa ricerca vi sono la lingua e lo stile: Verga si fa traduttore e interprete del sentire dei suoi personaggi ora con il mirabile italiano regionalizzato dei capolavori, ora con l’italiano chiaroscurale dei testi intimisti. Scrittore classico e moderno, “maestro d’arte” dei confratelli veristi, italiano appassionato del proprio Paese: la lettura integrata di opere discordi ma scritte “in parallelo” conferma la fedeltà di Verga a se stesso, che fu anche la sua cifra di uomo e di artista. A ogni suo atto può applicarsi l’assertiva difesa dei Malavoglia: «Quel libro lo farei come l’ho fatto».

 

   

Università Contatti Uffici operativi