Franco Cardini
Contro Ambrogio. Una sublime, tormentosa grandezza
 
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21/07/2016 - Avvenire
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29/06/2016 - Repubblica-Milano
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05/06/2016 - Sole 24 ore
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CHIARA BALBARINI
L’ ‘Inferno’ di Chantilly. Cultura artistica e letteraria a Pisa nella prima metà del Trecento

Attilio Ferrari, Donato Pirovano
Dante e le stelle

AA.VV.
LECTURA DANTIS ROMANA, Cento canti per cento anni, I. Inferno, to. 1. Canti I-XVII


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L'autore. FRANCO CARDINI, professore emerito di Storia medievale, ha insegnato nell’Università di Firenze, nell’Istituto Italiano di Scienze Umane (oggi confluito nella Scuola Normale Superiore) e presso L’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi; attualmente prosegue la sua attività d’insegnante e di ricercatore, incentrata anzitutto sui rapporti fra Europa cristiana e Islam. Nel volume Cristiani perseguitati e persecutori (Salerno Editrice 2011) ha posto con forza l’interrogativo circa il rapporto fra tolleranza e intolleranza, tra carità e persecuzione, all’interno della Chiesa cattolica.



Aculei - 24, pp. 136 - disponibile anche in ebook
aprile 2016
Soggetto
Storia e cultura medievale. Saggi
Filosofia, pensiero politico, religione. Saggistica storica e critica
ISBN. 978-88-6973-140-2

€ 11,00
 

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L'opera. Ambrogio è, con Gerolamo e Agostino, il fondatore della Chiesa latina emersa, dopo Costantino, dal buio e dal sangue dell’era delle persecuzioni, assurta poi, con Teodosio al rango di unica religione ammessa nell’Impero. Arrivato a Milano con un prestigioso incarico di governo – secondo la tradizione, elevato a furor di popolo alla cattedra episcopale – trasferí nella sua funzione di vescovo il santo orgoglio che gli derivava dall’appartenere alla piú alta nobiltà dell’Urbe e impiantò con forza sul tronco dell’Impero, al posto della pax deorum che lo avrebbe eternamente protetto, la croce del Cristo. Fu inflessibile nel combattere eretici, ebrei e pagani; impose che l’ara della vittoria fosse tolta dall’aula senatoria; umiliò perfino il grande Teodosio ricordandogli che anche l’imperatore era membro della Chiesa ma non aveva il diritto né di guidarla, né di controllarla. Senza il fondamento del suo pensiero, forse, mai si sarebbe sviluppata una teoria egemonica del papato sulla Chiesa. Leggendo di lui, a volte ci si domanda dove fosse quella carità sulla quale peraltro ha saputo scrivere pagine bellissime. La sua grandezza fu davvero sublime e tormentosa.

 

   

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