ALIGHIERI DANTE
Codice Filippino della 'Commedia' di Dante Alighieri
 
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AA.VV.
Censimento dei Commenti danteschi. 2. I commenti di tradizione a stampa (dal 1477 al 2000) e altri di tradizione manoscritta posteriori al 1480

Guido da Pisa
Expositiones et glose. Declaratio super ‘Comediam’ Dantis

MIRKO VOLPI
"Per manifestare polida parlatura". La lingua del Commento laneo alla 'Commedia' nel ms. Riccardiano-Braidense


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Curatore: Andrea Mazzucchi


Edizione Nazionale dei Commenti danteschi - I commenti figurati - 1, Un volume di cm. 30 x 20, di carte I-II-239-II (=pp. 2+4+478+4) rilegato in piena tela con sovraccoperta a colori, in custosdia; + 2 volumi di Commentario

Soggetto
Arte. Testi
Dante Alighieri. Testi
ISBN. 978-88-8402-360-5
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L'opera. Edizione facsimilare del ms CF 2 16, già 4 20, della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, contenente il testo della Divina Commedia, con ampio corredo di illustrazioni.
Il manoscritto CF 2 16, noto come "Codice Filippino" dal nome della Biblioteca che lo possiede (la Biblioteca Oratoria dei Girolamini è anche detta dei Filippini, da S. Filippo Neri, fondatore dell’ordine) è il più importante codice della tradizione manoscritta meridionale della Commedia. Illustrato e descritto per la prima volta nel 1865, dall’allora direttore dell’Oratoriana, Errico Mandarini, fu suggerita una datazione intorno al 1350, con attribuzione a un napoletano, forse della famiglia Poderco o Polderico, il cui stemma compare nella parte inferiore del fregio che incornicia la prima pagina del codice.
Sulla base dell’analisi paleografica, è possibile ipotizzare che il codice fu confezionato come oggetto di lusso, probabilmente a Napoli, da un copista toscano intorno alla metà del Trecento.
Il pregio del manoscritto, oltre che nella sua antichità, nell’eleganza della confezione, è nel fitto corredo di chiose - dovute a più mani e poste in modo disordinato nei margini e nell’interlinea - e nelle 146 miniature, artisticamente pregevoli, che accompagnano il testo e ne offrono una sorta di interpretazione figurativa che è tanto più interessante in quanto è tra le più antiche.
L’edizione è intergrata da 2 volumi, curati da Andrea Mazzucchi, che offrono una trascrizione integrale del testo dantesco e di tutte le chiose interpretative che lo accompagnano (Le Chiose filippine), con ampia introduzione, note e indici, cui seguono due saggi di Alessandra Perriccioli Saggese e Giancarlo Savino che illustrano puntualmente ogni aspetto (codicologico, paleografico, storico-artistico) del manoscritto.

 

   

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