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Lo spazio letterario del Medioevo. 1. Il Medioevo latino. Vol. I tomo 1. La produzione del testo.
 
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MALATO ENRICO
Dante e Guido Cavalcanti. Il dissidio per la ‘Vita nuova’ e il «disdegno» di Guido

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Dante poeta e italiano «legato con amore in un volume». Manoscritti e antiche stampe della Raccolta di Livio Ambrogio. Catalogo della Mostra di Roma, Palazzo Incontro, 21 giugno-31 luglio 2011

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Censimento dei Commenti danteschi. 3. Le «Lecturae Dantis» e le edizioni delle Opere di Dante dal 1472 al 2000


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Curatore: a cura di D'Arco Silvio Avalle, Walter Berschin, Enrico Campanile, Franco Cardini, Donatella Frioli, Alessandro Ghisalberti, Sante Graciotti, Isabella Gualandri, Louis Holtz, Guy Lobrichon, Marco Mancini, Claudio Moreschini, Massimo Oldoni, Armando Petr


Grandi Opere - , pp. 668 + 48 tav. f.t.

Soggetto
Storia e cultura medievale. Ricerca storica
ISBN. 978-88-8402-101-4

€ 125,00
 

L'opera. La produzione del testo mediolatino riflette i problemi di un modo nuovo – rispetto all’antichità – di concepire lo stesso testo, non meno di quelli di una lingua latina ormai diversa. Infatti più complesso – sempre rispetto all’antichità – è il significato della scrittura, e di conseguenza lo sono i modi attraverso i quali essa si esprime. E se da un lato grande importanza acquista la tradizione orale, dall’altro muta il concetto di autore: non più l’auctor che crea, sia pure ad imitazione della realtà, ma colui che riorganizza, senza pretese di originalità, tutta una serie di materiali in vista di un bonum che è impegno non solo retorico-letterario, ma soprattutto pedagogico-morale. Questo rapporto testo/ finalità comporta, fra l’altro, anche la necessità di precisare e collocare le singole produzioni letterarie all’interno di una suddivisione in generi che talvolta finisco per confondersi e appiattirsi. Quanto al latino medievale, esso appare come la lingua “mezzo-morta” e “mezzo-viva” che condiziona inevitabilmente gran parte della letteratura: la quale spesso si presenta come l’esito di «un costante sforzo di traduzione» (G. Vinay), senza peraltro che sia impedito un autentico “pensare in latino”, che offre ancora risultati di straordinario valore. Una situazione complessa che impone, per la comprensione dei meccanismi di produzione del testo mediolatino, l’adozione di nuove e più raffinate categorie di analisi e di giudizio, anche perché nel Medioevo convivono, com’è noto, varie forme ed aspetti linguistici e culturali in concorrenza, tale che il risultato finale sia la cerniera fra tradizione e innovazione.

 

   

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