Pietro Aretino
Opere religiose. Tomo 1. Genesi. Umanità di Cristo. Sette Salmi. Passione di Gesú
 
I tuoi acquisti
Non ci sono libri in acquisto  
 
Registrati per ricevere la Newsletter
Offerte

Manfred Hardt
I numeri nella 'Divina Commedia'

Paolo Orvieto
De Sanctis

ROSSI VITTORIO
Commento alla ‘Divina Commedia’, con la continuazione di Salvatore Frascíno


Tutti i libri in offerta >>



Curatore: a cura di Elise Boillet

Introduzione. Con la premessa di Giulio Ferroni


Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino - VII/1, pp. 800, con 1 tavola f.t., ril., con sopraccoperta
aprile 2018
Soggetto
Letteratura italiana I. Dalle origini al Settecento. Testi
ISBN. 978-88-8402-973-7

€ 72,00
 

L'opera. Nel 1551-1552 Pietro Aretino pubblicò a Venezia la riedizione delle sue opere religiose in due volumi dedicati a papa Giulio III, nella speranza di ottenere il cappello cardinalizio. Il primo volume raccoglieva il gruppo delle parafrasi bibliche – inizialmente costituito da La Passione di Gesú Cristo (giugno 1534), I Sette Salmi della penitenza di David (novembre 1534), L’Umanità di Cristo (maggio 1535) e Il Genesi con la visione di Noè (1538) –, riorganizzandolo in Genesi, Umanità (con il testo della Passione) e Salmi. Al compendio di storia vetero e neotestamentaria seguiva cosí la parafrasi della poesia penitenziale davidica in un volume che si offriva come alternativa alla lettura della Bibbia.
La presente edizione, oltre alle tre opere incluse nell’aldina del 1551, propone in Appendice la Passione. Primo testo religioso dell’autore e oggetto di una profonda revisione testuale, l’opera è in effetti indispensabile alla comprensione dell’elaborazione della prosa sacra aretiniana. Le parafrasi bibliche si fondano sull’idea erasmiana della divulgazione del messaggio evangelico nel rispetto della sua “semplicità”, che Antonio Brucioli aveva messo in atto nelle sue traduzioni. Di chiara derivazione erasmiana è anche la centralità della figura di Cristo e del tema della misericordia divina. L’intento edificante, al quale l’esposizione dottrinale appare sempre subordinata, si attua in una prosa che si riallaccia a una cultura religiosa insieme scritta e orale, ispirata in particolare alla predicazione e alla sacra rappresentazione.
La scelta della “semplicità” non esclude l’emulazione letteraria: la poesia biblica rinnovata da Sannazaro e da Vida in latino e da Folengo in italiano. Di fronte alla spinosa questione dell’ornamento letterario del testo biblico, l’Aretino non rinuncia all’ “invenzione”. Mentre l’arte della narrazione serve la nuova sinossi dei Vangeli nella Passione e l’originale costruzione del percorso penitenziale davidico nei Salmi, prolungandosi nel racconto inedito della conversione di Maria Maddalena nell’Umanità e in quello della visione di Noè nel Genesi, l’invenzione stilistica verte su una complessa rete di similitudini e sulla ricerca di effetti che annunciano l’estetica barocca. Questa è la prima edizione critica delle quattro parafrasi bibliche aretiniane. Opere che, lungi dal costituire un aspetto “minore” e un momento separato nella produzione e nella carriera dell’Aretino, sono essenziali alla comprensione del percorso di un autore che ebbe un’influenza duratura sulla cultura europea.

 

   

Università Contatti Uffici operativi